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sabato 3 ottobre 2015

Io ero un camionista

Mi chiamo Vincenzo, ho 65 anni e sono nato e cresciuto nelle campagne della provincia di Cosenza. Quando ero piccolo andavo a pescare nel fiume vicino casa, la scuola non mi piaceva molto e preferivo giocare con gli altri bambini e i miei fratelli all'aria aperta. A 18 anni sono partito per il servizio militare e tornato a casa, non trovando lavoro, ho iniziato a viaggiare: sono stato in Emilia Romagna e ho lavorato in una fabbrica, guidavo il muletto e controllavo il magazzino (eru u jolly d'a fabbrica!). Poi sono partito per andare a lavorare in Svizzera, dove sono rimasto per 9 mesi e in seguito sono stato in Germania dove ho lavorato per 11 mesi: la lingua non la conoscevo, il tempo non mi piaceva, il lavoro era sfiancante, mi sentivo solo... insomma appena ne ho avuto possibilità sono ritornato a casa.
Guidare mi è sempre piaciuto, con i soldi guadagnati ho preso la patente per guidare l'autobus e quella per guidare il camion: con questa ho trovato subito lavoro e sono iniziate le mie avventure da camionista.
Ho girato in ogni parte d' Italia: alcuni viaggi erano lunghi e stavo lontano per diversi giorni da casa. Guidare il camion non era certo semplice: la guida era a destra e dovevi tenere il ritmo quando scalavi le marce per seguire il regime dei giri del motore. Adesso è tutto automatico, se guidassi ora sarebbe una scampagnata. 
C'è stato un periodo che da Cosenza partivo con il camion frigorifero: dovevi correre e durante il viaggio tenere sotto controllo la merce, soprattutto se trasportavi funghi che si potevano rovinare se la temperatura non era adeguata... non erano certo come i frigoriferi che ci sono ora.
Ho guidato con la neve, la pioggia, il vento forte, il ghiaccio e c'erano giorni in cui dovevi correre per arrivare a più di 1000 km di distanza in tempo. Il camion era la mia casa. A casa, quella vera, avevo moglie e figlio che mi aspettavano e che naturalmente stavano in pensiero fino a quando non rientravo. 



Una volta trasportavo maiali, venivo da Cuneo e guidavo un FIAT 180 nc, tre piani, motrice e rimorchio, quattro assi ciascuno, quattro ruote sterzanti, proprio per il trasporto bestiame. Durante il viaggio, a notte fonda mi sono fermato a Firenze e alla stazione di servizio sono andato a controllare le gomme. Avevo un martello con il quale colpivo le ruote per capire se qualcuna era bucata. Mentre facevo questa operazione ho alzato lo sguardo per controllare il cassone e nel buio ho visto due occhi rossi che mi fissavano! Ho fatto un salto all'indietro e ho iniziato a correre... un altro camionista mi ferma, mi chiede che succede e gli dico: «Ho visto un fantasma! Due occhi rossi che mi guardano dal cassone del camion...!»
Quello mi guarda e mi fa: «Ma tu non trasporti maiali?!».






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