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venerdì 11 dicembre 2015

La fine del topo

Ultimamente i miei figli hanno avuto una sgradevole avventura con un topo che si è intrufolato in casa.  Stanarlo non è stato affatto semplice e la casa naturalmente è stata completamente bonificata, perché non sapevano se il roditore fosse solo o in compagnia. 
Parlando con loro mi sono venuti in mente alcuni episodi simili. 
Il primo risale a quando vivevamo con la mia famiglia in un appartamento al quinto piano. Nonostante l'altezza, un topo riuscì ad entrare in casa, scalando la grondaia del palazzo fino a giungere nella stanza da letto dei miei genitori: era particolarmente a suo agio nei pressi del loro armadio e mio padre dovette combattere diverse ore con lui.
Il secondo episodio risale al periodo della mia adolescenza, quando ci recavamo con la famiglia nella nostra casa in collina, a San Marco Argentano. La casa era parte di un palazzo antico della fine del '600, e nella parte posteriore disponeva di un bellissimo giardino e dell' orto: era verosimile quindi che qualche topolino facesse capolino nel salotto, o che tentasse di arrivare alla dispensa attraversando la cucina. Mio padre, anche in quelle occasioni era sempre pronto ad intervenire, ma sospetto che avesse un po' di timore ad affrontare questi astuti roditori.
Una volta ricordo che mise in atto una nuova strategia di attacco: essendo entrato l'ennesimo topino di campagna, decise di radunare tutti i gatti del cortile, gatti possenti e vissuti che non disdegnavano uno spuntino a metà giornata. Armato di formaggio e salame iniziò a seminare pezzetti di cibo qua e là, invitando i gatti ad entrare nel salotto di casa. Una volta raggiunto il numero auspicato di felini, chiuse loro porte e finestre, nella speranza che questi potessero iniziare insieme a lui la caccia al topo. 
I gatti non furono per niente contenti di trovarsi senza via di fuga ed insieme a lui nel salotto... ci furono attimi di panico e mio padre, non so come, riuscì a sopravvivere alla loro foga. 
Il topo in tutto questo era vivo e vegeto, sereno e noncurante di ciò che era appena successo.

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