Licenza Creative Commons
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non opere derivate 3.0 Italia.

domenica 7 febbraio 2016

Il paradiso e l'inferno

La storia che trovate qui l'ha scritta un' amica, Veronica Chereches, ed insieme abbiamo pensato di condividerla con voi proprio nel mese degli innamorati. Buona lettura!


Ci siamo dati appuntamento alla stazione centrale. Tu, con la tua maglietta celeste e i jeans, mi aspettavi per passare insieme una giornata al mare, lontani dal caos della città e dalla sua soffocante calura estiva. Quella sarebbe stata la nostra giornata, finalmente soli. 
Ad oggi non ricordo il nome della spiaggia dove andammo, e ho provato a ripensarci mille volte, ripercorrendo i nostri passi e le ore trascorse insieme.
Ora i ricordi sono fiochi, come la luce di una candela in lontananza, ma è importante per me riviverli.

Siamo saliti su un treno, diretto non so dove: la memoria vacilla perché in quel momento temevo che fosse un sogno, che la realtà potesse prepotentemente far capolino facendo svanire tutto. Non volevo connettermi, volevo rimanere lì con te, inebriata ma anche spaventata dalla forza e dalla voglia di starti vicino, di vivere quell'unico giorno, sapendo che ci sarebbe stato un treno da prendere al ritorno.
Sul treno ricordo poche parole, frasi sciocche, imbarazzo per quella situazione tanto desiderata eppure nuova.
Una volta a destinazione dovevamo cercare la nostra spiaggia.  Mi hai preso per mano e mi hai detto : - Stiamo così, come due innamorati! -. La tua mano era calda mentre la mia era gelida, nonostante fosse giugno inoltrato. Era giugno, si, questo lo ricordo.

Una specie di ronzio in testa mi disturbava, credo fosse paura: ero lì con l'uomo di cui ero innamorata, felice e terrorizzata al tempo stesso, consapevole che il dopo sarebbe stato ancora più difficile.

Abbiamo camminato lungo la spiaggia. deserta, bellissima. Poi finalmente i nostri baci. 
Da quel momento in poi tutto è svanito, persino il mare, le onde... ricordo invece il calore, il tuo calore, le tue braccia dove mi persi completamente. Ho pensato di aver trovato il Paradiso, e non c'era nulla, né fame né sete che potesse interrompere quel nostro incontro pieno di passione e desiderio.

La giornata è trascorsa così, facendo un tuffo nel mare di tanto in tanto e poi di nuovo vicini sulla sabbia. 
Quando hai dato uno sguardo al tuo orologio ho sentito che era arrivata la fine, ed è stato l'inizio di un inferno.
Ecco di nuovo la realtà: il treno da prendere e la mia voglia di perderlo, sperando che partisse prima che raggiungessimo la stazione. Durante il percorso ho pregato con tutte le mie forze che andasse così, per rimanere ancora insieme su quella spiaggia. ma il treno era lì, ed io e te oramai sembravamo due estranei, atterriti dal vuoto che il nostro incontro aveva lasciato e di nuovo catapultati nella nostra vita di sempre, da soli, lontani. 
Durante il viaggio l'angoscia che avevo dentro aumentava con l'andatura del treno Frecciargento e mi sentivo soffocare. Ti ho guardato e ho visto il tuo volto pallido, i tuoi occhi stanchi e tristi. Mi hai chiesto : - Cosa c'è?- e delle lacrime calde hanno iniziato a rigare il mio viso. 
Quel tuo abbraccio, i tuoi occhi lucidi, il tuo sussurrarmi di non fare così, e poi d'improvviso le tue lacrime mi hanno restituito un senso, una rassicurazione malsana e ti ho consolato chiedendoti di non piangere, come fanno le madri con i loro bimbi.
Era tutto scritto, sapevamo che una volta toccato il paradiso sarebbe stato un inferno non vivere quell'amore, ormai vivo, forte, impossibile da contrastare, senza possibilità di ragionare.

Scesa dal treno sentivo solo la solitudine. Non so se fosse giorno o notte, la stazione c'era ma non la vedevo né sentivo, vedevo te che mi guidavi in quel vuoto. Non riuscivo a pensare a niente. Tu hai preso il mio volto tra le mani e mi hai detto che tutto sarebbe andato bene, che eravamo insieme, che eravamo noi due. Ho guardato nei tuoi bellissimi occhi scuri, così familiari adesso, e ho iniziato a tornare alla realtà. Ti ho rivisto sulla spiaggia, ti ho ritrovato tra le mie braccia, e quelle immagini mi sono rimaste impresse nella mente, in un quadro confuso, tra paradiso ed inferno.




Nessun commento:

Posta un commento

Licenza Creative Commons
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non opere derivate 3.0 Italia.