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lunedì 21 marzo 2016

Primavera

Ogni 21 marzo per mia nonna Maria era una festa: era solita telefonarmi o accogliermi a casa sua cantando a squarciagola "è primavera, svegliatevi bambineeee!". 
Cosa festeggiavamo in realtà da bimba non lo capivo, sapevo solo che c'era un gran da fare in casa, tra pulizie, biancheria da cambiare, tappeti da metter via. 
Crescendo ho imparato ad apprezzare il senso di quell'entusiasmo: la primavera è un nuovo inizio, un fiorire nuovamente, riprendere il contatto con ciò che è fuori e che ritorna ad essere accogliente, profumato, colorato. 
In effetti a noi bambini era permesso ricominciare ad uscire in cortile per giocare col pallone, a nascondino. Molto spesso si andava alla scoperta di qualcosa o si osservavano le api svolazzare di fiore in fiore. I fiori del mese erano le primule, con i colori sgargianti ed i petali così delicati da sembrare seta: in questo periodo mia mamma era solita regalare a me e a mio fratello un vasetto ciascuno di colori diversi, da mettere vicino alla finestra.
Certo iniziavano anche gli inconvenienti del caso e mio padre doveva lottare con le vespe che puntualmente facevano il nido nel cassone della serranda nel soggiorno di casa... ! 
Ma soprattutto, Iniziava il periodo di fave e piselli freschi: quando sei piccola ti lasciano mangiare tranquillamente, perché così stai buona buona per un po', occupata ad aprire i baccelli e a sgranocchiare qua e là. Era facile, per questo, incorrere in qualche indigestione. 
Crescendo invece venni arruolata per pulire i fagiolini freschi, armata di ciotola e coltello: io e zia Rosaria non amavamo di certo questo impiego, tuttavia lo facevamo senza lamentarci, perché ci permetteva di stare in cucina ad ascoltare i pettegolezzi del giorno, raccontati dalle sorelle di nonna che venivano a farle visita la mattina. 


Oggi, lontana da casa, festeggio a modo mio, perfettamente consapevole che l'arrivo della primavera sia quasi uno stato mentale e che, tuttavia, vale la pena ricordarlo a se stessi per godere di ciò che non vediamo nella frenesia della routine quotidiana. Per coronare la giornata tra un po' sarò io a chiamare la nonna. 

1 commento:

  1. bellissimo racconto...
    Sono una tua nuova lettrice, se anche tu vuoi unirti al mio blog ti lascio il link
    http://recensionismart.blogspot.it/

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