Licenza Creative Commons
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non opere derivate 3.0 Italia.

mercoledì 22 giugno 2016

Sere d'estate e racconti di paura: la tomba di Cassiodoro

Come in ogni posto di mare che si rispetti, anche noi ritrovavamo, a partire da luglio in poi, gli amici di vecchia data, ricomponendo la comitiva estiva e trascorrendo giornate intere insieme tra tuffi, gare di nuoto, passeggiate sugli scogli, partite a 'sette schiaccia' e molto altro. 
E così con alcuni ci siamo conosciuti che eravamo bambini e siamo cresciuti insieme diventando adolescenti, maturando interessi, scoprendo le mode, la musica, le sigarette e l'amore.
In quella fase che precede la vita da giovani adulti, pronti per andare all'università o per iniziare un lavoro, le nostre serate trascorrevano alla ricerca di misteri, di momenti sconosciuti ai grandi, quasi sacri per la nostra curiosità: quando hai 13 o 14 anni e vivi in un posto di mare dove hai il permesso per uscire solo fino alle 10 di sera con l'obbligo tassativo di ritornare a casa per quell'ora, non ti resta che rimanere nei paraggi, darsi appuntamento con gli amici e iniziare a vagare per la via della piccola costa, passando da una terrazza all'altra, ciondolando sul dondolo, strimpellando una chitarra, giocando a Risiko o a carte. La nostra fortuna fu il luogo dove trascorremmo quegli anni, che, seppur non offrisse chissà quale svago, era ricco di posti dove rifugiarsi, dove giocare e dove raccontare delle storie.
Uno di questi luoghi è detto 'La tomba di Cassiodoro' ed è costituito dalle rovine di un antica basilica di età romanica: queste informazioni mi furono accessibili negli anni, con lo studio e con lo stupore di aver visitato tante volte quel luogo senza conoscerne l'importanza, se non per sentito dire dagli adulti.
Sappiate però che se c'è un posto come quello a disposizione di un gruppetto di ragazzini che scorrazzano allegramente durante le sere d'estate, è matematicamente certo che questi lo sfruttino come luogo dove sfidare il proprio coraggio: capitò più di una volta di recarci lì, non appena le rovine fossero state ripulite dalle erbacce che solitamente albergavano per 2/3 dell'anno. La tomba diventava quindi meta di pellegrinaggio, dove rimanere qualche ora a raccontarsi storie di paura. 

Una sera avevamo deciso di sedere nei pressi del "sarcofago", facilmente riconoscibile anche oggi, e posto in prossimità della pineta che conduceva alla baia. La parte delle rovine nei pressi della strada era abbastanza illuminata, mentre la parte dove iniziava la vegetazione e dove sorgevano delle costruzioni non finite e abbandonate, era completamente al buio. Di pinete poco illuminate in realtà eravamo esperti, ne avevamo una sotto casa, che però di notte diventava l'incubo per mio fratello, ma questa storia la racconterò in un'altra occasione...!  
La sera che decidemmo di sedere nei pressi della tomba eravamo particolarmente suggestionati da una storia che aveva appena finito di raccontare uno di noi... storie di fantasmi o di possessioni, che coinvolgevano persone che avevano osato sfidare gli spiriti. Nello specifico non ricordo la storia, ma ricordo cosa decise di fare il fratello di questo nostro amico: alla fine del racconto propose di sedere dentro la tomba, proprio dove si supponeva fosse stato sepolto qualcuno e dove fosse stato riposto il corpo. Uno alla volta ci prendemmo di coraggio e scavalcammo per entrare nel piccolo spazio a disposizione. Eravamo nervosi ma anche eccitati da quella sfida. Il problema sorse quando uno di noi azzardò l'ipotesi di aver fatto un torto allo spirito di Cassiodoro che si sarebbe vendicato perseguitandoci. Mentre vi scrivo mi viene da ridere ripensando alla sua serietà nel dirlo! 
E ridemmo forte di quell'ipotesi anche noi, perché pur avendo paura, dovevamo dimostrare coraggio in quell'occasione. 
Alle nostre risate seguì un piccolo momento di silenzio. Poi d'improvviso un rumore di rami spezzati di qualcosa che si muove e che proviene dalla pineta. Panico! Fuggi fuggi generale, salti e grida tra i ruderi per uscire più in fretta possibile e raggiungere la strada illuminata. Il tutto durò una manciata di secondi. Il rumore dalla pineta fu seguito da un 'Miao' e nell'oscurità fece capolino un gatto nero, che se anche ci fece ridere di nuovo della nostra stupidaggine e della fifa appena avuta, a me regalò comunque un brivido lungo la schiena.

Nessun commento:

Posta un commento

Licenza Creative Commons
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non opere derivate 3.0 Italia.