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domenica 9 ottobre 2016

Maledetti straordinari!

Credo che a tutti sia capitato di fare degli straordinari. Conosco amici che lavorano persino sabato e domenica per concludere dei progetti, altri che allungano la giornata lavorativa rimanendo qualche ora in più in servizio se lo richiede l'azienda. Il mondo del lavoro è talmente contorto in questo periodo che, se vuoi tenerti caro il tuo posto, spesso devi anche accettare di rincasare alle 10 di sera passate. 
Io lavoro per un' importantissima azienda privata della quale purtroppo non posso fornirvi ulteriori dettagli. Vi basti sapere che anche nel mio ufficio spesso e volentieri è necessario rimanere qualche ora in più per non trovarsi affogati di lavoro il giorno dopo. L'alternativa è portarsi i problemi a casa e rovinarsi la serata o la nottata.
Qualche anno fa la mia azienda aveva subito diversi furti e aveva rafforzato i sistemi di sicurezza, con annesse guardie, per cercare di limitare tali eventi disdicevoli. In quel periodo io e un mio collega eravamo oberati dalla consegna imminente di alcuni dati, e capitò che un lunedì sera ci attardammo fino alle 22 in sede: visto l'orario e non potendo resistere ulteriormente seduti davanti allo schermo del computer, decidemmo di chiudere tutto, sistemare le nostre cose e abbandonare l'ufficio. Nello stabile probabilmente eravamo rimasti solo noi, pensammo e ridemmo molto di questo, per sdrammatizzare, biasimando i nostri cari colleghi che amorevolmente ci avevano regalato quella patata bollente da consegnare a breve.
Prima di prendere la mia borsa andai al bagno sul piano, mi lavai le mani e mi guardai allo specchio: avevo la faccia stanca, solcata dalle occhiaie. Avevo fame soprattutto e rientrato nella stanza proposi al mio collega di fermarci al pub vicino la metro.
L'ufficio era ancora completamente illuminato, ma silenzioso e quasi rilassante, molto diverso da come si presentava durante il giorno, pieno di gente impegnata a correre da un lato all'altro del piano.
Con tranquillità decidemmo di non prendere l'ascensore ed imboccammo le scale per scendere... due piani e poi finalmente il piano terra. Stavo per mettere il piede sull'ultimo gradino quando udii dei rumori: passi, anzi qualcuno in corsa, movimenti veloci e poi più di un 'Ci-cik'. Quei suoni mi fecero rabbrividire. Mi fermai immediatamente e cercai piano piano di sporgermi per capire cosa stesse succedendo nell'entrata dello stabile, dove si trovava il desk informazioni e segreteria. Con la coda dell'occhio non scorsi niente, ma sentii una voce chiarissima che veniva proprio da lì dietro: 
- Mani in alto, buttate a terra le armi...!-

Iniziai a sudare freddo, mentre la voce dopo un momento di silenzio continuò:
- Non fate cazzate, abbiamo l'ordine di sparare a vista...!-

A quelle parole il mio collega implorò quasi piangendo:
- No per favore, noi siamo qui per lavorare, non abbiamo fatto niente...!-

Sentimmo i passi di più di una persona che si avvicinavano e d'un tratto ci trovammo quattro carabinieri ed una guardia giurata di fronte. Ci fissarono, ed immagino che ci detestarono molto.
Subito dopo ci spiegarono che per rimanere fino a quell'ora avremmo dovuto avvisare il responsabile della sicurezza, e che vista la nostra presenza avevano dovuto attivare la procedura.
Ecco, da dopo quell'episodio, il mio collega ed io siamo diventati molto amici del responsabile della sicurezza e lo teniamo costantemente aggiornato sui nostri spostamenti. Una sera di queste credo che lo inviteremo a mangiare qualcosa con noi.

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