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mercoledì 1 febbraio 2017

I gabbianelli e il gatto

Sono in piedi dalle cinque del mattino e mi tocca un viaggio per arrivare dall'altra parte della città, tra il traffico e i semafori, con l'ansia di arrivare in ritardo a scuola: la campanella suona alle otto meno dieci, devo trovare parcheggio, passare dalla sala professori per prendere il registro e correre in classe. 
Per fortuna arrivo in anticipo, trovo anche un posto nei paraggi: mi accollo le borse piene di libri e mi incammino a piedi. 
Ma sulla strada, vicino ai cassonetti della spazzatura, sento qualcosa, forse è stata solo un'impressione... e invece no, eccolo di nuovo: sembra proprio un miagolio!
Mi avvicino per capire precisamente da dove arriva. Sarà vicino al cassone del vetro o a quello dell'indifferenziata? Lo avranno buttato dentro? Sarà nascosto lì sotto?
Mentre pongo tutte queste domande a me stessa, una collega mi saluta e si ferma per chiedere cosa stia cercando. Si avvicina anche un'alunna che ha sentito come me il miagolio,  ed insieme rimaniamo a cercare il fantomatico gattino.
« Prof, non lo vedo! Ma deve essere qui...! Lo sente?»
Dopo qualche minuto ho un'illuminazione: vuoi vedere che il miagolio viene da un'altra parte?!
Alzo lo sguardo, e in corrispondenza dei cassonetti, ecco appollaiati sul lampione due gabbiani grassi, che si rintuzzano pigramente facendo un verso simile al miagolio che abbiamo appena udito. 

Non ci posso credere e mi viene solo da ridere. 
Alla ragazza e ai compagni, che nel frattempo si sono radunati per la curiosità, dico:
«Allora giovani, la giornata inizia alla grande! Non c'è nessun gattino, sono quei due lassù che fanno il verso!»
I ragazzi mi guardano perplessi, poi col naso all'insù osservano increduli i due gabbiani e scoppiano a ridere, dopo aver ascoltato di nuovo il più grasso dei due "miagolare". 
«Coraggio, andiamo in classe. Sta per suonare la campanella...! Ho la sensazione che tutti avremmo bisogno di un bel caffè per svegliarci.». e rivolgendomi ridendo alla studentessa, le dico, abbassando un po' il tono della voce: «Devo ammettere che abbiamo fatto una figura pessima, da vere rimbambite!». 
Lei evidentemente contrariata risponde: «Prof, sembrava davvero un gattino! E in ogni caso, secondo me è stato un bel gesto quello di fermarsi, perché vuol dire che siamo delle persone sensibili.».

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