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lunedì 12 giugno 2017

Mistero


Ho curato una playlist di canzoni che sento spesso, ciascuna speciale per me. 
Molte di queste canzoni le abbiamo ascoltate insieme su formati diversi, prevalentemente in vinile o su musicassetta. E di musicassette ne abbiamo acquistate, ascoltate e consumate tante. Poi sono arrivati i cd.
Beh, sappi che adesso le stesse canzoni le ascolto in streaming, su internet… è una cosa strana zia, ti sorprenderebbe e ne saresti entusiasta: tutta la musica a portata di mano!
E a proposito, la musica in generale sembrava non bastasse mai: alcune canzoni le abbiamo anche registrate, strimpellate malamente alla chitarra, altre proposte durante le simulazioni di programmi in radio, curando classifiche e recensioni di album e raccontando scoop sugli artisti.

Troverai Gianna Nannini, Loredana Bertè, Edoardo Bennato, De Andrè, Battiato, Branduardi, Dalla, Venditti e molti altri, tra i quali anche Heather Parisi e Umberto Tozzi, che fanno molto anni ’80! J
Ma ti ricordi nel 1993 la canzone di Enrico Ruggeri, Mistero, presentata al festival di Sanremo?! Ci ha letteralmente conquistate, entrambe innamorate di lui e della sua grinta, di quella chitarra elettrica e di quella melodia che ricordava un carillon! Seppur la mia preferita tra le sue è sempre Polvere, mi piaceva tantissimo cantare Mistero con te, con il testo davanti, quello stampato sul retro della copertina della musicassetta, per non dimenticare le parole, cercando inutilmente di non alzare troppo la voce per non disturbare parenti e vicini alle 4 del pomeriggio.


Quell'album, La giostra della memoria, è stata una scoperta bellissima, così rock e melodico insieme, con la maggior parte dei successi del nostro caro Enrico rivisitati: come al solito finivo per chiederti la musicassetta in prestito, per ascoltarla sul mio mangiacassette da sola nella mia stanzetta, dove improvvisavo performance goffe davanti allo specchio, canticchiando con la spazzola in mano, fingendo che fosse il microfono.
Ma non sempre tu acconsentivi: ti piaceva avere le tue cose in ordine, a portata di mano e conservate gelosamente. 
Qualche volta ti confesso che l’ho presa di nascosto, e a dire il vero non è stata l’unica cosa che zitta zitta cercavo di portarti via per mezzo pomeriggio e che puntualmente rimettevo a posto il giorno seguente, senza farmi scoprire. L’elenco sarebbe lungo in effetti, passando dai libri ai cd, dalle riviste alle saponette a forma di cuore!
Immagino che tu te ne sia anche accorta.

Solo i dischi mi rimanevano preclusi, erano un tuo monopolio, anche se con gli anni ti è stato più facile lasciarmi gestire il giradischi, con il quale armeggiavo con cura sotto la tua supervisione per farti vedere che ero capace, che non volevo rovinare la puntina o rigare i dischi.
Ma tornando a Ruggeri, forse ci è sempre piaciuto molto più di Zucchero, di Venditti o di Vasco. E seppur ti piacesse, anche Ligabue lo abbiamo considerato un po’ un pivello a confronto…!
Lo so che poi crescendo ho rovinato un po’ le tue aspettative a causa del mio amore incondizionato, sbocciato improvvisamente, per Piero Pelù, anche chiamato amorevolmente da nonna ‘a scimmia’, ma ti ricordo che anche tu hai avuto delle defaillances, prima per Simon Le Bon, poi per Robbie Williams e, al di fuori della musica, per Torn di Beatiful.

È ora di pranzo, la domenica incalza. Quando mi manchi molto mi dedico all'ascolto e mi lascio un po’ cullare.

Ti bacio forte.

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