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domenica 18 marzo 2018

La recensione

Nel corso del nostro viaggio di nozze, la città più romantica del mondo ci ha riservato diverse sorprese. Non solo monumenti, tramonti fantastici e gite in battello. 
Ma procediamo con ordine. 
Si sa che per la buona riuscita di un viaggio in un paese straniero la programmazione dei posti da vedere e i ristoranti dove mangiare qualcosa di tipico, per degustare la cucina del luogo, sono fondamentali. Dopo una giornata intensa e una passeggiata nel luogo di spicco della città, quella sera programmammo una cena mozzafiato: il ristorante prescelto era quotatissimo sul web, con recensioni positive e foto invitanti, e sembrava il finale perfetto per la serata.
Il locale non molto grande, nei vicoli del quartiere più suggestivo, sin dai primi momenti di permanenza non lascia dubbi: cucina ottima, cortesia e molto molto romanticismo. Tra la luce delle candele accese sui tavoli, i bicchieri di vino e le portate che si susseguono, trascorriamo momenti piacevoli e la serata volge al termine con allegria e serenità, quando ad un tratto intravedo il proprietario del ristorante camminare nervoso avanti e indietro, blaterando parole incomprensibili in direzione della porta di accesso al locale. Dalla mia posizione, seduta al tavolo, sbircio per vedere meglio contro cosa o chi stia imprecando, mentre mio marito dà le spalle alla scena e solo guardando la mia espressione inorridita capisce che qualcosa non va.
Un grosso topo, delle dimensioni di un gatto direi, è infatti appena entrato nel locale e con fare deciso avanza attraversando la sala, non curante dell'umano che cerca in tutti i modi di ostacolarlo intimando maledizioni nella lingua autoctona. Il roditore sembra inoltre abbastanza innervosito da questa situazione e infastidito dalla nostra presenza, tanto più che nel percorrere il tragitto si ferma e mi guarda, per la serie : "E tu, che vuoi?".
Dopo questo momento di grande tensione emotiva, prosegue il suo cammino dritto dritto verso la cucina del ristorante, dando l'idea di conoscere perfettamente la strada.

Non ricordo di essere stata così male di stomaco come quella sera, e la raccomandazione che posso darvi per eventuali viaggi futuri è solo una: prediligete i locali con cucina a vista.

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